Lecce: capitale del Barocco – Guidasalento

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Lecce: capitale del Barocco – Guidasalento

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Un lento accordo di pietra e di divino indissolubilmente ti stringe contro il petto del sole. In che altro modo potrebbe esordire Guidasalento, se non con il racconto di Lecce, la capitale del Salento? Scopriamola insieme.

“Prima d’esser venuto qui, io non attribuivo ai termini di Barocco e di Rococò che un senso di antipatia e di pretesa. Lecce mi ha rivelato che essi possono anche essere sinonimi di fantasia leggera, di folle eleganza e di garbo raro”.

Recitava così lo scrittore francese Paul Bourget, nel suo diario di viaggio “Sensations d’Italie” pubblicato al ritorno del suo grand tour d’Italia nel 1981. Si tratta di sensazioni, come recita lo stesso titolo, ossia impressioni di viaggio sulle varie città che spesso ritraeva con rapide pennellate.
Psicologo oltre che grande letterato Bourget riusciva a cogliere gli aspetti interiori di una località lasciandosi ispirare dalla cultura ma soprattutto con l’incontro delle persone del posto.
L’amministrazione civica Leccese, grata a questo scrittore che tanto aveva saputo apprezzare l’arte e il cuore del suo popolo, gli ha dedicato una targa in bronzo che è possibile ammirare tuttora sulla facciata del Palazzo Carafa.
Lecce è giustamente considerata la capitale del Barocco. Uno stile che ha raggiunto un’alta originalità ed esuberanza grazie all’abilità con cui gli architetti locali e tagliapietre lavorano la soffice e malleabile pietra locale.

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Una storia antica

La città di Lecce ha una storia antica, come ci ricorda la celebre canzone dei Sud Sound System, affonda le sue radici nella civiltà Messapica. La leggenda fissa la data della sua fondazione intorno al 1200 a.C. ad opera di Melennio, figlio del re di Creta Minosse, non appena ritiratosi dalla guerra di Troia.
Una passeggiata nel centro storico è come un giro in un museo a cielo aperto. Facendo quattro passi dal centro seguendo i viali e le luci dei negozi è possibile attraversare decine di secoli ed epoche intere, che vanno dal periodo messapico a quello romano, medievale e soprattutto al barocco. Dalle rovine dell’anfiteatro ai merletti ricamati nella pietra dei balconi, passando per giardini pensili segreti e cattedrali normanne, fino alle Porte lungo le antiche mura è possibile leggere il passaggio di numerose civiltà che avvicendandosi nella storia hanno apportato al centro la loro bellezza. E’ possibile trovare traccia del loro passaggio nella ceramica, nella metallurgia, nell’architettura, e quasi sempre nel dialetto locale.
È dalla fine del ‘500 agli inizi del ‘700 che Lecce vive il suo periodo più fertile sia in campo artistico che sociale: l’epoca del Barocco.

Nessun movimento culturale aveva mai influenzato così tanto la città prima di allora. Una rivoluzione che parte da una nuova concezione dell’uomo, pur sempre spirituale ma meno bigotta, che già sente forte la consapevolezza della ragione umana e del potere che ne consegue. Questa manifestazione artistica non è più vincolata alla semplice riproduzione della natura, scardina i dettami rinascimentali per scoprire un universo di forme nuove, che interesseranno la prosa teatrale, come la musica e la poesia; per esplodere nelle magnifiche composizioni artistiche scolpite nella pietra.
Le caratteristiche ornamentali e le decorazioni tipiche degli edifici realizzati in questa epoca conferiscono un aspetto unico ai monumenti cittadini, c’è una vera e propria raffinatezza che si riflette nei suoi palazzi e nelle chiese, conferendo alla città l’aspetto urbano e la veste architettonica che ancora oggi si ammira centro storico, quasi del tutto intatto.
Un Barocco quello di Lecce non unico ma irripetibile, influenzato dal gusto teatrale e spettacolare dell’epoca, e reso unico dalle caratteristiche della pietra locale, duttile disponibile ad ogni intaglio, ad ogni arabesco e dotata di un colore caldo, quasi dorato.
In questa corrente emergono nomi illustri come lo scultore ed architetto Giuseppe Zimbalo, giudicato l’architetto più famoso e imitato del barocco; ma viene allo scoperto anche una (fino ad allora) anonima ma valentissima classe artigiana; composta da
scalpellini, scultori, intarsiatori, doratori, tramandatori di autentiche capacità artistiche, che cooperano con gli architetti nel creare i caratteri stilistici che partivano dalle arti minori per giungere fino l’intero arredo urbano.
Lecce è unica nel suo genere, certo è anche greca, bizantina, normanna, araba, spagnola, borbonica, ma è barocca nella sua anima più autentica.

La mappa del centro storico

1 - PIAZZA DUOMO E CATTEDRALE. Mirabile esempio dell’arte barocca
ad opera del più grande esponente di questa arte: Giuseppe Zimbalo, che la costituì sui resti dell’antica cattedrale dell’Assunta. Suo anche l’alto Campanile a cinque piani (1682).

2 - CHIESA DI S. TERESA. Altra opera di Zimbalo, sorge sull’area occupata da due antiche cappelle dedicate a san Nicola e a santa Venera. Fu ultimata nel 1630. Nei secoli il convento divenne caserma dei Carabinieri, una scuola e un deposito di tabacco.

3 - LA CHIESA DI SANT’ANNA. Insieme all’attiguo Conservatorio, è una costruzione barocca edificata nel 1680 e voluta da Teresa Paladini, per richiesta testamentaria del marito. Semplice, lineare, di impronta classica e ripropone lo stesso disegno compositivo della facciata principale del Duomo.

4 - BASILICA DI SAN GIOVANNI BATTISTA. Parrocchiale dal 1914, fu costruita da Zimbalo per i domenicani tra il 1691 e il 1728. In essa l’architetto leccese raccomandò di trovare sepoltura. Nel 1948, per volontà di papa Pio XII, la chiesa fu dichiarata basilica minore.

5 - PORTA RUDIAE. L’epigrafe dedicatoria racconta la leggendaria origine della città ed è sormontata dalla statua di S. Oronzo. Sull’architrave i busti dei mitici fondatori di Lecce: Euippa, sposa di Idomeneo, Malennio, re dei salentini, Dauno, suo figlio e Idomeneo, che avrebbe dato il nome della città.

6 - CHIESA DELLA MADONNA DEL CARMINE. Nata sulle spoglie della prima chiesa carmelitana a Lecce (1481) in seguito ad un evento sismico venne ricostruita come monastero. La chiesa fu eretta successivamente (1711) ad opera dei carmelitani in onora della madonna.

7 - CHIESA DI SAN FRANCESCO DELLA SCARPA. Attiguo alla chiesa è l’oratorio, che conserva alcuni affreschi seicenteschi e una tela raffigurante san Francesco d’Assisi. Nel cortile esiste un albero di arancio che la tradizione vuole sia stato piantato dal poverello di Assisi.

8 - TEATRO ROMANO. È l’unico finora scoperto in Puglia. Di età Agustea, fu rinvenuto nel 1929. Aveva grandi dimensioni: le gradinate destinate a ospitare il pubblico erano molto più numerose delle 12 preservatesi. Al suo interno sono venute alla luce statue di età antoniana, copie di originali greci.

9 - S. CHIARA. Ricostruita nel 1687, un tempo era annessa a un convento di clausura. Opera del Cino, la chiesa ha navata ottagonale con soffitto rivestito di cartapesta e altari lignei della fine del ‘600, attribuiti agli scultori napoletani Fumo e Catalano.

10 - SAN MATTEO (1667 - 1700). Del tutto estraneo alle architetture locali. Il modello è autentica rielaborazione della chiesa borrominiana di S. Carlo delle Quattro Fontane. Ellittico l’interno con dipinti settecenteschi e lo splendido altare maggiore.

11 - PORTA SAN BIAGIO (1774). Segnava l’ingresso meridionale della città e prende il nome dalla statua di S. Biagio, vescovo di Sebaste, posta sulla sua sommità.

12 - CHIESA DELLA MADRE DI DIO E DI S. NICOLÒ. Situata fuori le mura, fu voluta da Tancredi D’Altavilla nel 1180, ma fu abbandonata fino alla fine del XV sec. Medievali il rosone e il portale, mentre a G. Cino si deve la facciata ricostruita nel 1716.

13 - CHIESA DI S. ANTONIO DELLA PIAZZA. Eretta nel 1584, faceva parte del complesso conventuale voluto da Gian Giacomo dell’Acaya intorno al 1557 e affidato ai frati minori osservanti. Il convento in funzione fino al 1807, venne adibito ad abitazione civile e demolito nei primi anni del Novecento, ma sul fianco laterale della chiesa è possibile ancora vedere l’originario portale cinquecentesco, che costituiva l’ingresso principale, e il rosone.

14 - ANFITEATRO. Di età augustea, fu riportato alla luce nel 1938. Più della metà dell’impianto, che poteva contenere 20.000 spettatori, è ancora sepolto.

15 - SANTA MADONNA DELLE GRAZIE. Sorge nella centralissima Piazza Sant’Oronzo, venne innalzata in seguito al ritrovamento di un affresco della Madonna, databile al XIV secolo. Venne edificata negli ultimi decenni del Cinquecento su disegno del teatino Michele Coluccio da Rossano Veneto.

16 - PIAZZA S. ORONZO SEDILE E COLONNA. Prende il nome dalla statua
del Santo protettore che svetta da una colonna eretta nel 1666 come ringraziamento allo scampato pericolo della peste.

17 - CHIESA DEL GESÙ O DEL BUON CONSIGLIO. - La chiesa fu costruita a partire dal 1575 per accogliere i Gesuiti che giunsero in città l’anno precedente al seguito di Bernardino Realino da Carpi, morto a Lecce nel 1616 e successivamente canonizzato.

18 - CHIESA DI S. IRENE (1591 - 1639). Progettata dal teatino Grimaldi in devozione alla Vergine di Tessalonica un tempo protettrice della città; reca per questo sull’alto frontone lo stemma civico, con la lupa che passa sotto un leccio coronato.

19 - PORTA NAPOLI. Conosciuto anche come Arco di Trionfo fu eretto nel 1548 in onore dell’imperatore Carlo V come ringraziamento per le fortificazioni che realizzò a difesa della città. Sorge dove un tempo era l’antica porta di S. Giusto.

20 - CHIESA DI SANTA MARIA DELLA PORTA. In origine, era una piccola chiesa al di fuori delle mura della città dedicata a “Maria che trova Gesù a disputare coi Dottori nel Tempio”. Nel 1567 la Chiesa fu resa più ampia e decorosa, in occasione d’un fatto miracoloso, la guarigione di una donna devota di Maria che era affetta da paraplegia.

21 - CHIESA DI SANTA MARIA DELLA PROVVIDENZA. Meglio nota come delle Alcantarine dalle suore che occupavano l’attiguo monastero oggi demolito, è una chiesa del borgo antico di Lecce. Venne realizzata nei primi anni del Settecento dall’architetto Giuseppe Cino.

22 - PALAZZO DEI CELESTINI (1549). Il prospetto a bugne (1659-1695),
reca la chiara firma dello Zimbalo nel motivo della punta lanceolata. Il disegno cinquecentesco del cortile è attribuito invece al Riccardi.

22 - SANTA CROCE. Simbolo del barocco leccese, alla sua costruzione (1646) attesero tre grandi architetti: Riccardi, Zimbalo e Penna.

23 - CHIESA GRECA. La storia delle comunità di rito bizantino, numerose in Terra d’Otranto, trova un’importante testimonianza nella Chiesa di San Nicolò dei Greci, parrocchia della colonia albanese e greca residente in città.

24 - CHIESA DI S.ANGELO. Conosciuta anche come Santa Maria di Costantinopoli, è una delle chiese più antiche della città di Lecce. Edificata nel 1061 per gli agostiniani.

25 - CHIESA DI GIOVANNI EVANGELISTA. Con annesso monastero delle
Benedettine, vanta una storia illustre, in quanto rappresentativa delle vicende politiche, sociali, economiche e religiose della Terra d’Otranto, dal Medioevo all’Ottocento.

26 - CHIESA DI SANTA MARIA DEGLI ANGELI. Insieme all’attiguo monastero dei Minimi di San Francesco da Paola, fu realizzata a partire dal 1524 per volontà del nobile fiorentino Bernando Peruzzi. La chiesa fu a lungo annessa al convento dei Francescani Minimi, contiguo alla chiesa, oggi adibito a caserma.

27 - OBELISCO. Fu eretto nel 1822 da V. Carluccio in occasione della visita a Lecce di Ferdinando I di Borbone. Le Quattro facce sono decorate con i rilievi simbolici dei quattro capoluoghi di Terra d’Otranto.

28 - CASTELLO CARLO V (1539-49). Vera e propria fortezza, fu realizzata dal progetto di G.G. Dell’Acaya per ordine di Carlo V a difesa della città. L’interno è stato ampiamente rimaneggiato nel corso degli anni. La parte più antica è un mastio quadrangolare di epoca angioina.
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